In Italia possono accedere alle tecniche di fecondazione eterologa coppie maggiorenni, di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi con un’accertata e certificata patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità per uno o per entrambi i partner.
La fecondazione eterologa prevede l’impiego di gameti (maschili o femminili) di un donatore. Seguendo dei rigidi criteri di selezione di donatori o donatrici, è possibile ottenere una gravidanza anche quando un componente della coppia non possiede gameti oppure non può utilizzare i propri. Si definisce eterologa femminile (ovodonazione) quando si ha l’impiego di ovociti donati (OD) mentre gli spermatozoi sono del proprio partner. Si parla di eterologa maschile quando, invece, è previsto l’impiego di spermatozoi donati (SD) mentre gli ovociti sono della propria partner. Alla coppia viene richiesto, inoltre, un colloquio psicologico rispetto all’accettazione, da parte di entrambi e senza criticità, del concepimento con gameti da donazione.


